Gioco d’Azzardo Patologico: alcuni dati

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Oggi parliamo di un primato detenuto dal nostro paese: sapevate che l’Italia ha i più alti tassi di  giocatori d’azzardo in Europa?

Secondo ricerche condotte dal Ministero dell’Economia e basate su dati che provengono dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gli italiani solo nel 2016 si sono giocati ben 96 miliardi di euro: 260 milioni al giorno, 3.012 euro al secondo. Tali valori sono in crescita, dal 2015 si sono infatti alzati dell’8%.

Siamo il paese in cui c’è il più alto tasso di gioco alle slot machine: ne esiste una ogni 143 abitanti.
Un gratta e vinci ogni cinque stampato in tutto il pianeta viene consumato in Italia.
Secondo il Global Gaming and Betting Consultancy, nel 2014 gli italiani hanno

perso al gioco 17,8 miliardi di euro: l’Italia è il quarto paese al mondo per tasso di perdita in denaro al gioco d’azzardo, e questo valore si è triplicato dal 2001.

Si stima che le persone con una dipendenza patologica da gioco d’azzardo (non giocatori occasionali) si aggirano intorno allo 0.5-2.2% della popolazione. Le persone invece con un problema di gioco d’azzardo importante, ma sotto la soglia clinica per ottenere una diagnosi, costituiscono fino al 3.8% della popolazione.

Quali forme di aiuto esistono per le persone affette da gambling patologico?
Nel 2015 è stato stimato che circa 12.300 persone in Italia affette da disturbo da gioco d’azzardo richiedono e ricevono un trattamento per questa patologia. Questa cifra appare estremamente esigua se confrontata con i dati precedenti. In sostanza chi soffre di questo disturbo non si rivolge agli specialisti per essere aiutato. Come mai? I motivi individuati sono vari, per alcuni è un problema che viene considerato “incurabile” (esistono invece protocolli per trattarlo), per altri viene considerato fonte di vergogna e viene tenuto segreto. Per altri ancora, nonostante le ingenti perdite economiche, il gioco d’azzardo patologico non viene ritenuto un problema.
Un fattore sicuramente molto importante è la scarsità di servizi offerti dal Sistema Sanitario Nazionale per far fronte al disturbo da gioco d’azzardo: il servizio pubblico è in grado di intercettare (quindi non di curare, ma semplicemente di individuare!) meno del 2% dei giocatori.

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